Tutto quello che c'è da sapere sul packaging

Il glossario contiene importanti definizioni relative alla sicurezza alimentare, redatte dai nostri esperti di adesivi e raccolte in una fonte centrale. Naviga attraverso il nostro vasto centro di conoscenze e approfondisci la tua competenza sui principali temi del packaging alimentare, come ad es. migrazione, ALARA, normativa sul contatto con gli alimenti o standard di qualità.

Acido Borico
L'acido borico e i borati sono additivi ampiamente utilizzati negli adesivi. Essi vengono impiegati per incrementare la viscosità e l'adesività soprattutto per la trasformazione della carta e l'etichettatura. L'acido borico e i borati sono stati aggiunti alla lista di sostanze candidate come SVHC (Sostanze estremamente problematiche). Sono classificati come tossici per la riproduzione e non come persistenti, bioaccumulativi e tossici (PBT) ai sensi del Regolamento (CE) n. 1272/2008. La quantità di acido borico e borati impiegata negli adesivi è spesso molto più bassa dei limiti di concentrazione che hanno portato alla classificazione del prodotto finale. Sono disponibili nuove categorie di adesivi esenti da borati.

ALARA
ALARA è l'acronimo di "as low as reasonably achievable" (il più basso ragionevolmente raggiungibile). Lavorare in conformità con il principio ALARA in termini di contatto con gli alimenti significa che tutti i possibili migranti devono essere ridotti al minimo livello necessario per ottenere l'effetto tecnico desiderato.

Analitica
Il centro analitico di Henkel a Düsseldorf offre i propri servizi di analisi sia a tutti i settori di attività di Henkel, sia a clienti esterni. Esso supporta i prodotti Henkel attraverso tutto il loro ciclo di vita: dalla ricerca allo sviluppo del prodotto fino alla produzione, gestione del prodotto, vendite e servizio di assistenza tecnica. I servizi analitici sono tanto vari quanto la gamma di prodotti di Henkel, dagli adesivi ai prodotti per il bucato e i cosmetici. Secondo le informazioni richieste, il centro analitico dispone di tutte le tecniche disponibili per esaminare materie prime o prodotti finiti, verificare specifiche o effettuare analisi dei guasti.

Antiossidanti
Gli antiossidanti sono spesso utilizzati nei sistemi termoplastici, come gli adesivi hotmelt, per prevenire danni termossidativi (degradazione, spellatura, scoloramento) agli adesivi, specialmente quando sono allo stato fuso. Gli antiossidanti comunemente usati hanno un peso molecolare piuttosto basso, ad es. gli antiossidanti fenolici, tiosinergici o fosfiti. Per i prodotti a possibile contatto con gli alimenti, Henkel utilizza unicamente antiossidanti elencati nel Regolamento per le materie plastiche (UE) n. 10/2011 e nelle rispettive normative FDA.

Antischiuma
Gli antischiuma sono additivi chimici che riducono e ostacolano la formazione di schiuma nei liquidi durante il processo industriale. Esistono diverse famiglie chimiche di antischiuma: a base di oli minerali, oli vegetali o siliconi. Fra queste famiglie, Henkel seleziona tipi specifici idonei al contatto alimentare elencati nella normativa per la conformità alimentare.

Bassa migrazione
In generale, la migrazione descrive il passaggio di molecole da un imballo al prodotto alimentare e viceversa. Ciò può incidere sulla qualità delle merci confezionate. Le sostanze migrabili hanno una massa molecolare pari a < 1000 Dalton. Più la sua massa è bassa, più sarà facile che una sostanza possa migrare. Tuttavia, non esiste una definizione generalmente riconosciuta per la "bassa migrazione". Per gli adesivi a base acquosa di Henkel, la bassa migrazione significa andare oltre la conformità con il Quadro regolamentare e i valori limite. Minimizziamo l'utilizzo di ingredienti critici dovunque sia possibile e escogitiamo metodi per eliminare del tutto le sostanze migrabili.

Benzoati
I benzoati come il dietilene glicole dibenzoato, dipropilene glicole dibenzoato e trietilene glicole dibenzoato sono spesso utilizzati come plastificanti.

BfR
Il BfR (Bundesinstitut für Risikobewertung) è l'Istituto federale  per la valutazione dei rischi in Germania, inserito nel portafoglio del Ministero Federale dell'Alimentazione, Agricoltura e Tutela del Consumatore per tutti gli aspetti scientifici relativi alla tutela della salute del consumatore. Il suo ruolo principale riguarda l'identificazione di rischi e la protezione della salute. Stando a quanto riportato nel sito del BfR, i compiti "comprendono la valutazione di rischi per la salute già esistenti e l'identificazione di quelli nuovi, la stesura di raccomandazioni sulla riduzione dei rischi e la comunicazione di questo processo. Sulle valutazioni e raccomandazioni del BfR non influisce alcun interesse di tipo economico, politico o sociale. Esso le pubblica in maniera comprensibile per il pubblico generale." Il BfR pubblica raccomandazioni, regolarmente aggiornate, del suo team interno di esperti, che non sono leggi. Esistono capitoli specifici per diversi gruppi di prodotti, ad es. adesivi/dispersioni (BfR XIV) o poliuretani (BfR XXVIII). Il Quadro regolamentare afferma che - fino a quando non esiste una legislazione specifica in Europa, ad es. per gli adesivi - è ammesso applicare regolamenti nazionali o raccomandazioni come quelle del BfR.

Maggiori informazioni sul sito del BfR

 

CLP
Il Regolamento CLP ("Classificazione, etichettatura e imballaggio", Regolamento (CE) n. 1272/2008) implementa il Sistema Globale Armonizzato (GHS) nell'Unione Europea. Esso viene a sostituire l'attuale sistema compreso nella Direttiva Sostanze Pericolose (67/548/CEE) e la Direttiva Preparati Pericolosi (1999/45/CE). Con ciò, le famose frasi R&S (frasi di rischio e sicurezza) e i pittogrammi color arancione saranno sostituiti dalle frasi H&P (Indicazioni di rischio e Consigli precauzionali) e nuovi pittogrammi romboidali con una cornice rossa. I prodotti formati da una sola sostanza devono essere riclassificati e rietichettati in conformità con i nuovi requisiti entro il 1 dicembre 2010.

Contaminazione
La contaminazione di alimenti con sostanze non intenzionalmente aggiunte è un problema molto serio che rende il cibo non idoneo al consumo e che può potenzialmente causare malattie. Esistono diversi tipi di contaminazione: la contaminazione biologica causata da batteri o muffe, la contaminazione chimica causata da sostanze chimiche o la contaminazione causata da corpi estranei (come capelli, unghie ecc.). Anche gli adesivi possono essere contaminati se non vengono prodotti secondo le regole GMP. Per gli adesivi a base acquosa è necessario evitare una contaminazione biologica utilizzando conservanti idonei. La contaminazione chimica degli adesivi può verificarsi a causa di impurità nelle materie prime o impianti di produzione impuri. Una contaminazione crociata dei prodotti - e cioè il trasferimento di componenti da una formulazione all'altra durante la produzione, deve essere evitata lavorando secondo le regole GMP.

Cubo standard UE
Un chilo di prodotto alimentare viene imballato in un cubo avente lati lunghi 1 dm, che equivale a una superficie totale di contatto con gli alimenti pari a 6 dm². Si parte dunque dal presupposto che 1 kg di prodotto alimentare sia confezionato in 6 dm² di materiale a contatto con gli alimenti. Questo rapporto fra la superficie e il volume pari a 6 dm²/kg è un approccio semplificato che deve essere adeguato alle condizioni reali quando si tratta di valutare la migrazione.  

Decreto ministeriale
Il Decreto ministeriale 21/03/73 e relativi emendamenti è la legge italiana sulla sicurezza alimentare. Essa stabilisce i requisiti igienici per imballaggi, contenitori e strumenti da utilizzare a contatto con gli alimenti. È sempre stata aggiornata anche per implementare la normativa europea. Essa stabilisce i requisiti specifici per i diversi materiali, come plastica, gomma, cellulosa rigenerata, carta e cartone, vetro e acciaio inossidabile.


Dichiarazione di conformità al contatto con gli alimenti
La Dichiarazione di conformità al contatto con gli alimenti deve fornire al cliente (ad es. trasformatore, produttore alimentare, ecc.) tutte le informazioni necessarie che gli consentano di effettuare a sua volta la verifica del rischio. La legislazione europea prescrive di effettuare verifiche del rischio ad ogni stadio della produzione:

  • il fornitore di materie prime: effettua la verifica del rischio per il materiale
  • Henkel: effettua la verifica del rischio per l'adesivo
  • il trasformatore: effettua la verifica del rischio perl'imballo finale
  • il riempitore: effettua la verifica del rischio per il cibo confezionato

EFSA
L'EFSA (Autorità europea per la sicurezza alimentare) valuta costantemente le sostanze idonee al contatto con gli alimenti, stabilendo i limiti di migrazione specifica. Il gruppo di esperti EFSA sui materiali idonei al contatto con gli alimenti, enzimi, aromatizzanti e coadiuvanti tecnologici (CEF) elabora regolarmente pareri scientifici e fornisce consulenza scientifica per la valutazione del rischio.

Fotoiniziatori
I fotoiniziatori sono sostanze fotoreattive che creano radicali in seguito all'irradiazione con luce UV. Questi radicali possono avviare reazioni di polimerizzazione o di reticolazione, ad es. nei sistemi acrilici.

Ftalati
Gli ftalati come diisononil ftalato, butil ftalato o dibutil ftalato sono spesso utilizzati come plastificanti.

GMP
Le Buone Pratiche di Fabbricazione (Good Manufacturing Practice - GMP) comprendono la parte dell'assicurazione della qualità che garantisce prodotti fabbricati in maniera controllata e conforme agli standard di qualità idonei all'uso previsto.

HACCP
HACCP è l'acronimo di "Hazard Analysis and Critical Control Point" (Analisi dei rischi e controllo dei punti critici). L'HACCP è un sistema preventivo per garantire la sicurezza alimentare e tutelare la salute del consumatore. Esso rappresenta uno strumento per la verifica di rischi e l'istituzione di un sistema di controllo accentrato sulla prevenzione. Il principio HACCP è applicabile all'intera catena di produzione. La prima fase prevede la verifica del rischio che consente di identificare possibili punti di controllo critici (CCP). Per questi punti è necessario definire i limiti critici e e attuare un sistema di monitoraggio per il controllo dei CCP. Per i diversi CCP devono essere definite le rispettive azioni correttive. L'obiettivo finale è stabilire una procedura per verificare se il principio HACCP è efficace e documentare tutte le fasi del procedimento.

Limiti di migrazione
Questo termine definisce i valori limite per composti che migrano nei prodotti alimentari, indicati comunemente come limite di migrazione globale (OML) e limite di migrazione specifico (SML).

Materiali doppio uso
Gli additivi doppio uso sono sostanze utilizzate nei materiali a contatto con gli alimenti sia come additivi che come additivi alimentari o aromatizzanti. Le informazioni su questi additivi doppio uso devono essere riportate nella tabella SML in modo da consentire al riempitore di alimenti di effettuare a sua volta verifica del rischio.

Metalli pesanti
Esistono molteplici definizioni per i metalli pesanti. Perlopiù, i materiali pesanti sono caratterizzati dalla loro densità, senza tener conto dei diversi livelli di tossicità. Secondo il "Lessico della Chimica" Römpp, i metalli pesanti hanno una densità superiore a 5 g/cm³. In particolare, metalli pesanti importanti come mercurio, piombo, cadmio e cromo (VI) sono considerati metalli molto nocivi. L'arsenico viene spesso incluso in questa serie a causa della sua tossicità, benché, se si considera accuratamente, questo elemento sia un semi-metallo. Molti metalli pesanti quali ferro, rame, stagno e zinco sono essenziali per l'uomo e rappresentano dunque i cosiddetti minerali-traccia essenziali.

Migrazione
La migrazione definisce il trasferimento di sotanze fra due fasi, e cioè dall'imballo al prodotto alimentare e viceversa. Tutti i materiali di packaging e anche l'ambiente circostante possono contribuire alla migrazione. Più la sua massa è bassa, più sarà facile che una sostanza possa migrare. È comunemente accettato che le molecole con una massa superiore ai 1000 Dalton non devono essere tenute in considerazione per quanto concerne la migrazione, in quanto la loro tendenza a migrare è molto bassa. I test di migrazione esattamente definiti esistono soltanto per le materie plastiche e non possono essere applicati 1:1 agli adesivi.

MOH
Gli idrocarburi degli oli minerali (MOH) si compongono in gran parte di due frazioni diverse fra loro dal punto di vista chimico e strutturale: gli "idrocarburi aromatici di oli minerali" (MOAH) e gli "idrocarburi saturi di oli minerali" (MOSH). Gli oli minerali tecnici contengono normalmente il 15-35% di MOAH; ciò significa che il rapporto MOSH:MOAH è di solito 4:1.

MOAH
La frazione minore di idrocarburi degli oli minerali (MOH) comprende i cosiddetti "idrocarburi aromatici di oli minerali" (MOAH). Questi sono idrocarburi aromatici formati soprattutto da sistemi da 1 a 4 anelli e alchilati fino al 97%. Secondo l'Istituto Federale tedesco per la valutazione del rischio (BfR), non si può escludere un certo potenziale cancerogeno per questa frazione; la mutagenicità è causata principalmente da sistemi aromatici da 3 a 7 anelli.

MOSH
La frazione maggiore di oli minerali è composta da cosiddetti "idrocarburi saturi di oli minerali" (MOSH). Questi sono idrocarburi paraffinici e naftenici con una catena del carbonio da 16 a 35 atomi. L'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha stimato che con il nostro cibo quotidiano ingeriamo dai 0,03 ai 0,3 mg di idrocarburi saturi per chilogrammo di peso corporeo. Esperimenti svolti su animali portano alla conclusione che questa frazione di oli minerali può accumularsi nel corpo, soprattutto nei linfonodi, milza e fegato.

NIAS
Per sostanze non intenzionalmente aggiunte (NIAS) si intendono tutte quelle sostanze presenti negli imballaggi alimentari che non sono state aggiunte come parte dell'opera di formulazione dei fornitori. Composti di questo tipo sono - spesso inevitabilmente - impurità o sottoprodotti di reazione contenuti nelle pellicole, inchiostri e adesivi oppure sostanze che si vengono a formare durante l'applicazione, ad es. quando due compenenti come pellicola e adesivo vengono a contatto o quando l'imballaggio viene esposto all'ambiente o al cibo. Con i validissimi sistemi analitici odierni, le NIAS possono essere rilevate praticamente in qualsiasi materiale, perché a livello di parti per miliardo e anche meno le impurità sono inevitabili. Poiché non è possibile evitare completamente qualsiasi NIAS, si può effettuare una verifica del rischio per NIAS conosciute e il loro livello può essere ridotto al minimo applicando i principi ALARA.

Oli minerali
Dal 2011, i componenti degli oli minerali negli alimenti sono diventati un tema importante. Diverse analisi condotte dalle autorità per il controllo alimentare della Svizzera hanno dimostrato che i componenti di oli minerali sono presenti in molti cibi confezionati. Questa contaminazione è causata principalmente dalla presenza di giornali nella carta e cartone riciclati. I componenti di oli minerali non sono sostanze chimiche chiaramente definite ma frazioni formate da numerose sostanze.

OML
In conformità con il Regolamento (UE) n. 10/2011, i materiali di plastica e gli articoli destinati al contatto con gli alimenti non devono trasferire i propri componenti ai simulanti alimentari in quantità superiori a 10 milligrammi dei componenti totali rilasciati per dm² di superficie a contatto con gli alimenti (mg/dm²). Questo valore limite pari a 10 mg/dm² viene definito come limite di migrazione globale (OML). In relazione al cubo standard UE (6 dm²/kg), in alcuni casi può anche essere espresso come 60 mg per chilogrammo di alimento. Particolare attenzione va prestata a materiali e articoli destinati al contatto alimentare per cibi destinati all'infanzia e ai bambini piccoli. In tale caso, l'OML è definito come 60 milligrammi di componenti in totale rilasciati per ogni kg di simulante alimentare.

Ordinamento Svizzero
L'ordinamento Svizzero SR 817.023.21 è una legge svizzera per i beni al consumo. È paragonabile all'Ordinanza tedesca sui prodotti al consumo (Bedarfsgegenständeverordnung). Poiché la Svizzera non è membro della Commissione Europea , la normativa europea sulla conformità al contatto con gli alimenti, ad es. il Quadro regolamentare, non vale in Svizzera. Per questo motivo, la Svizzera deve creare una propria normativa sulla conformità al contatto con gli alimenti. Nella maggior parte dei casi, la Svizzera traspone la normativa europea nelle proprie leggi nazionali. In questo modo, le restrizioni per determinate sostanze sono le stesse sia in Svizzera che nella normativa europea. l'Allegato VI dell'Ordinamento Svizzero comprende un capitolo speciale dedicato agli inchiostri di stampa per il packaging alimentare che non esiste in altri Paesi europei. Se un prodotto alimentare, imballato e stampato, è destinato alla vendita in Svizzera, l'inchiostro di stampa deve essere composto unicamente da componenti elencati nella lista positiva dell'Allegato VI. La lista A dell'Allegato VI comprende sostanze verificate dal punto di vista tossicologico e per le quali e definita una limitazione, la lista B comprende sostanze non ancora valutate e il cui limite è dunque di 10 ppm.

PAA
Le ammine aromatiche primarie (PAA) si riferiscono a un gruppo di sostanze chimiche con un elemento strutturale in comune: un'ammina legata a un anello aromatico. Molti di questi composti sono conosciuti o perlomeno sospettati di essere carcinogeni per l'uomo. La loro presenza negli imballaggi alimentari deve dunque essere evitata. In genere, le ammine aromatiche non sono utilizzate come componenti di formulazioni a causa del loro profilo tossicologico. Tuttavia, esse possono formarsi come NIAS partendo da inchiostri poliuretanici e adesivi di laminazione. Per questo motivo, è assolutamente necessario verificare l'assenza di PAA nell'imballo alimentare, se in produzione è stato utilizzato un componente poliuretanico reattivo.

Polimerizzazione UV
La polimerizzazione UV è una reazione di reticolazione che avviene con l'aiuto di luce UV. L'irradiazione di un adesivo reattivo agli UV con luce UV crea radicali (vedi fotoiniziatori). Questi radicali danno il via a reazioni di reticolazione, ad es. in sistemi acrilici. Dopo questa fase di polimerizzazione, un prodotto con catene polimeriche corte e a bassa coesione si trasforma in una rete coesiva tridimensionale.

Prodotti di decomposizione
I prodotti di decomposizione si formano durante la produzione o quando l'adesivo viene riscaldato. Sono considerati NIAS. La normativa richiede di includere anche i prodotti di decomposizione nella valutazione del rischio.

PSA
PSA è l'acronimo di adesivi pressosensibili. Il termine definisce adesivi che formano un legame quando viene applicata pressione per unire l'adesivo con il substrato. Per attivare l'adesivo non sono necessari né solventi, né acqua, né calore. Gli adesivi pressosensibili sono utilizzati da numerosi settori industriali, compreso il mercato dei nastri adesivi, etichette, grafica, medicina e automobili.

Quadro regolamentare (CE) n. 1935/2004
Il Quadro regolamentare è una normativa europea che regola il contatto con gli alimenti. In base a ciò, i materiali e gli articoli devono essere prodotti in conformità con le Buone Pratiche di Fabbricazione in modo tale che, in condizioni d'uso normali o prevedibili, essi non trasmettano ai prodotti alimentari i loro componenti in quantità tali da:

  • nuocere alla salute umana
  • comportare un cambiamento inaccettabile della composizione dei prodotti alimentari
  • comportare un deterioramento delle caratteristiche organolettiche dei medesimi

Regolamento GMP (CE) n. 2023/2006
Ai sensi degli articoli 5, 6 e 7, il Regolamento GMP (CE) n. 2023/2006 prescrive l'implementazione di un sistema  dell'assicurazione della qualità efficace e documentato, l'istituzione di un sistema di controllo della qualità che comprenda un monitoraggio continuo, così come la documentazione delle specifiche, formulazioni e processi.

Regolamento sulle materie plastiche (UE) n. 10/2011
Il Regolamento sulle materie plastiche (il cosiddetto PIM) è un provvedimento specifico per la plastica a contatto con gli alimenti. Esso non vige per adesivi o rivestimenti. È valido solo per gli strati di plastica in strutture multimateriali. Gli adesivi sono espressamente esclusi dall'ambito di validità di questo regolamento. Il limite di migrazione globale (OML) per tutte le sostanze presenti in un imballaggio alimentare non devono superare i 10 mg/dm² per l'area a contatto con i cibi. Il Regolamento sulle materie plastiche riporta anche i limiti di migrazione specifica (SML) per singole sostanze delle quali bisogna anche tenere conto. Queste restrizioni, basate su dati tossicologici, possono essere prese in considerazione anche per la valutazione degli adesivi.

Sigillatura a freddo
Le sigillature a freddo sono materiali che possono essere spalmati su pellicole dove creano uno strato che non è appiccicoso come un adesivo pressosensibile ma pur sempre abbastanza adesivo da essere autosigillante. Ciò permette di applicare sigillature a freddo su pellicole in rulli senza staccare il blocco del rullo. In fase di applicazione, si può formare un imballaggio flessibile partendo dalla pellicola e successivamente sigillarlo attorno ai bordi semplicemente esercitando pressione. Diversamente dalle più comuni sigillature a caldo degli imballaggi flessibili, con questo sistema è possibile confezionare senza danni anche merci sensibili al calore, come ad esempio la cioccolata.

Sigillatura a freddo a base di latex
Le sigillature a freddo convenzionali contengono latex naturale in virtù delle straordinarie proprietà di questo polimero naturale. Il lattice offre buone caratteristiche di sigillatura che consentono di creare imballaggi con ottima resistenza verso le sollecitazioni meccaniche e allo scoppio. Tuttavia, come per tutti i prodotti a base di latex, devono essere prese alcune precauzioni perché il latex contiene per natura sottoprodotti (ad es. proteine) che possono causare reazioni allergiche in alcune persone. Per questo motivo, Henkel consiglia di evitare il contatto diretto fra il prodotto contenuto e le sigillature a freddo a base di latex.

Sigillatura a freddo sintetica
A causa del rischio residuo di reazioni allergiche al latex naturale contenuto nei prodotti di sigillatura a freddo convenzionali, è nata una domanda di materiali di sigillatura a freddo non a base di latex naturale. Henkel ha sviluppato prodotti di sigillatura sintetici nei quali il latex naturale è stato sostituito con un polimero sintetico che non contiene alcuna proteina e quindi non rappresenta un rischio per persone sensibili al latex. Le sigillature a freddo sintetiche sono normalmente usate soprattutto sul mercato degli imballaggi medicali dove l'allergia al latex è un tema di grande importanza.

SML
I limiti di migrazione specifica sono definiti per singoli composti che migrano negli alimenti e che hanno rilevanza tossicologica. I limiti di migrazione specifica sono espressi in milligrammi di sostanza per kg di prodotto alimentare.

Solventi residui
Gli adesivi a base di solventi devono essere asciugati dopo l'applicazione. La fase di asciugatura non è sotto il controllo di Henkel, ma è invece responsabilità dei suoi clienti. Solo il trasformatore, quindi, potrà  indicare il contenuto di solventi residui presenti nel prodotto finale. Nella maggior parte dei casi, i solventi influiscono in maniera evidente sulle caratteristiche organolettiche (odore e sapore) dei prodotti alimentari. L'efficacia dell'asciugatura è dunque molto importante per l'idoneità al contatto con gli alimenti.

Sostanze CMR
CMR significa "cancerogeno, mutagene o tossico per la riproduzione": Le sostanze che presentano una o più di una di queste caratteristiche vengono classificate come sostanze CMR.

Stabilizzante
Gli stabilizzanti sono additivi per stabilizzare proprietà fisiche e chimiche degli adesivi finali. Esistono due tipi di stabilizzanti:

  • stabilizzanti della viscosità: addensanti o colloidi utilizzati per stabilizzare la viscosità, modificare la reologia nonché evitare sedimentazioni e sfasamento
  • stabilizzatori UV: additivi che assorbono le radiazioni UV e/o prevengono la degradazione UV del polimero
  • stabilizzatori del latex naturale (tensioattivo e/o tiuramo): previene l'invecchiamento di emulsioni a base di gomma naturale incrementando la stabilità meccanica

SVHC
SVHC sta per "Substances of Very High Concern" (Sostanze estremamente preoccupanti). Per queste sostanze è stata fatta la proposta di subornidarne l'utilizzo futuro a un'autorizzazione ai sensi del regolamento REACH (Regolamento (CE) n. 1907/2006). Si tratta davvero del primo passo nel processo di limitazione dell'uso di una sostanza. Una sostanza può diventare una SVHC se risponde a uno dei seguenti criteri:

  • è cancerogena
  • è mutagena
  • è tossica per la riproduzione
  • è persistente, bioaccumulativa e tossica
  • è molto persistente e molto bioaccumulativa
  • esiste "prova scientifica di probabili serie conseguenze per la salute umana o per l'ambiente che suscita un equivalente livello di preoccupazione"; tali sostanze sono identificate caso per caso

Test di migrazione
La normativa che disciplina i materiali destinati al contatto con gli alimenti definisce un quadro ben chiaro per i test da eseguire e in generale si concentra sul prodotto finito. I test di migrazione globale per monitorare il limite di migrazione globale (OML) non hanno significato tossicologico, ma danno una buona indicazione circa l'inerzia del materiale a contatto con gli alimenti rispetto ai prodotti imballati. I test di migrazione specifica hanno luogo per verificare i limiti di migrazione specifica. Questi SML sono basati su dati tossicologici disponibili e la conformità con tali valori SML è fondamentale per le condizioni d'uso previste.

Tossicologia
Il gruppo Tossicologia concentra la gran parte della competenza tossicologica di Henkel in un'unità di Gruppo dislocata presso Henkel Düsseldorf. In termini di UA materiali a contatto con gli alimenti, la tossicologia viene coinvolta in caso di questioni specifiche che richiedono un'elevata competenza per rispondere agli interrogativi. La valutazione del rischio consiste sempre di due parti: una valutazione del pericolo e una valutazione dell'esposizione. Innanzi tutto è necessario stabilire se un pericolo sia associato o meno alla presenza di una determinata sostanza chimica in un materiale al contatto con alimenti. Questa valutazione del pericolo si basa su tutti i dati tossicologici disponibili, ottenuti con test in vitro o in vivo o da esperienze umane e studi epidemiologici. Ai fini dello screening si può effettuare un'analisi computerizzata della relazione struttura-attività. Per ottenere una valutazione del rischio attendibile, può essere necessario dover colmare lacune di dati svolgendo ulteriori test tossicologici. Il secondo aspetto da considerare è l'esposizione potenziale, ad es. del consumatore finale di cibi confezionati. Tale esposizione può essere stimata, ad es. in base a test di migrazione. Una volta identificato il potenziale di pericolo e l'esposizione, il tossicologo può trarre delle conclusioni sul rischio potenziale. Una misura tipica in questo senso è il "Margine di sicurezza" (MoS). Il MoS è un fattore che descrive quante volte la dose potenziale ingerita dal consumatore finale è più bassa della dose che non ha causato effetti negativi, ad es. sugli animali. Se necessario, il reparto di Tossicologia fornisce anche supporto tossicologico ai clienti di Henkel per rispondere a particolari interrogativi o risolvere problemi legati alla salute.

Triacetina
La triacetina, chiamata anche triacetato di glicerile (CAS n. 102-76-1), può essere utilizzata come plastificante. In Europa, questa sostanza è ammessa come additivo alimentare con il codice E 1518.

VOC
Composti organici volatili (VOC) come solventi residui o monomeri che passano evaporando facilmente da un substrato alla fase gassosa.  

Zinco
Lo zinco viene tradizionalmente utilizzato in forma di sale (ad es. ZnCO3) o di ossido (ZnO) negli adesivi a base di caseina per migliorare la resistenza all'acqua. Tuttavia, a causa della loro solubilità in acqua, i composti di zinco in polvere sono ora classificati come "R50-53", e cioè "molto tossici per l'ambiente acquatico" e devono essere etichettati, imballati e trasportati di conseguenza. Per questo motivo, la nuova gamma di adesivi a base di caseina di Henkel non utilizza composti di zinco.

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